IMU E TASI, PER I RITARDATARI C’È IL RAVVEDIMENTO OPEROSO

IMU TASI ravvedimento operoso

La scadenza per il versamento dell’acconto Imu e Tasi è ormai “andata”(era il 18 giugno). Ma non sono pochi i contribuenti che non sono riusciti a versare nei tempi l’importo dovuto, in tutto o in parte. In questi casi c’è la possibilità di risolvere “a prezzi di saldo”, rimanendo nella legalità: il salvagente è il consueto ravvedimento operoso. Vediamo comefare.

Le regole
egli ultimi anni l’intero sistema sanzionatorio è stato rivoluzionato e alcune sanzioniprevisteperimancati versamenti di imposte sono state addirittura dimezzate. L’obiettivo è stato quello di venireincontroachi, soprattutto nei periodi di fuoco come giugno o dicembre, alle prese con i mille pagamenti fiscali, non ce la fa a pagare tutto e rimanda di qualche giorno o mese, uno o più versamenti. E con il ravvedimento operoso le sanzioni scendono ancora di molto rendendo veramente appetibile mettere a posto la propria situazione. Per chi voglia “sanare”, avendone i mezzi, dunque, le possibilità sono diverse ma la ratio è sempre la stessa: chi prima paga più “risparmia”. Per sistemare le cose si deve versare ovviamente il tributo dovuto, gli interessi legali dello 0,30% per ogni giorno di ritardo e una sanzione che varia a seconda di quandosi effettuailpagamento.

Quattro chances
Se si decide di pagare entro il quindicesimo giorno dalla violazione si può utilizzare il ravvedimento sprint: per ogni giorno di ritardo si versa a titolo di sanzione lo 0,1% del tributo, più naturalmente tributo e interessi. La sanzione massima applicabile sarà quindi dell’1,4% (0,1 per 14 giorni di ritardo).

Se si è andati oltre il quindicesimo giorno ma non sono ancora decorsi trenta giorni dalla violazione si può invece sfruttare il ravvedimento breve: oltre al tributo occorre versare la sanzione dell’1,5% e gli interessi legali dello 0,30%.
Se invece sono trascorsi già trenta giorni dalla violazione ma siete dentro i novanta giorni dalla stessa avete a disposizione il ravvedimento intermedio: si paga il tributo, gli interessi dello 0,30% e la sanzionedell’1,67%.
Infine, dopo i novanta giorni, non tutto è perduto: per voi c’è sempre il ravvedimento lungo, grazie al quale si versa sempre ilt ributo con gli interessi legali e la sanzione del 3,75%. In questo caso occorre pagare entro un anno dall’omissione o dall’errore.

Come si versa
Dopo aver scelto quale ravvedimento sfruttare in base alla data del calendario e quindi al ritardo accumulato, il problema successivo è come effettuare il versamento. Se scegliete il modello F24, che ha il vantaggio non trascurabile rispetto al vecchio bollettino di conto corrente di essere gratuito, dovete barrare l’apposita casella ravvedimento e sommare tributo, interessi e sanzione riportandoli con lo stesso codice tributo dell’imposta. La compilazione perciò non dovrebbe creare grossi problemi.

Il caso
Ma per capire meglio, facciamo un esempio pratico.
Supponiamo che il signor Giuseppe, che doveva versare 1.000 euro di acconto Imu per una seconda casa al mare, non sia riuscito a pagare entro la scadenzadel 18 giugno e riesca a pagare il 10 luglio. In questo caso può optare per il ravvedimento breve, versando imposta interessi e sanzione dell’1,5%.
Lo schema da seguire, in pratica è il seguente:
Imu1.000 euro Ravvedimentoil 10 luglio 2018, e quindi giorni 22 giorni di ritardo Sanzione 1.000×1,5%=15 euro Interessi 1.000×0,3%x22:365=0,18 Totale 1.000+15+0.18=1.015,18 euro
Per pagare si potrà utilizzare, come accennato, il tradizionale modello di versamento “delega F24” riportando l’importo arrotondato, ovvero 1.015 euro.

 

Fonte: Il Messaggero Casa

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