Dieci ragioni per cui investire nel residenziale è una scommessa vincente

investire_nel_residenziale

Il settore del living rappresenta sempre più il futuro dei grandi investimenti immobiliari alla luce delle trasformazioni demografiche in atto. L’analisi di Jll.

Nello studio “Residential: a fast growing asset class”, Jll fotografa i principali cambiamenti in atto nel mercato residenziale, in particolare il sempre maggiore interesse degli investitori istituzionali verso il living, considerato una nuova asset class anche nell’ottica di diversificazione di portafoglio.

Fattori demografici a favore dell’immobiliare residenziale

Fattori quali l’incremento del numero degli studenti, la riduzione della dimensione delle famiglie, l’invecchiamento della popolazione, la crescente urbanizzazione creano una domanda di alloggi che per ora non incontra un’offerta adeguata: perciò il 68% degli investitori a livello europeo dichiara di cercare di sfruttare questo gap per realizzare proficui investimenti nel settore del living.

“Parliamo di un settore destinato a diventare sempre più attrattivo per via dell’evoluzione delle condizioni di mercato e delle abitudini delle nuove generazioni, – spiega Antonio FuocoHead of Living Capital Markets presso JLL Italia. – Se da un lato infatti la crescita dei prezzi e dei tassi spingerà nel prossimo futuro i consumatori verso l’affitto, dall’altro già oggi le nuove generazioni che sono più mobili e flessibili – fattori questi che incideranno inoltre in maniera positiva sulla produttività del Paese – sembrano orientate maggiormente verso l’uso delle case piuttosto che verso il possesso”.

Mercato residenziale italiano

Nel 2018, il volume di asset under management appartenente a questa categoria è cresciuto in Europa del 30%. In Italia, con oltre 90 miliardi transati nel 2018, il settore residenziale è l’asset class con la più alta quota di mercato. Fino ad oggi la maggior parte del mercato residenziale ha coinvolto individui privati, con il 72% delle famiglie italiane che possiede una casa e circa il 50% del patrimonio delle famiglie che è allocato in questo settore. Si tratta tuttavia di una quota di transazioni molto frammentata che andrà ad istituzionalizzarsi almeno per il 5%. Anche i piccoli investitori si stanno muovendo. Già nei primi mesi del 2019 infatti, il 30% delle transazioni registrate a Milano hanno riguardato piccoli investitori privati che intendono locare gli appartamenti acquistati.

Il mercato italiano residenziale è molto dinamico sulle locazioni, con un numero di contratti che nel 2018 ha superato quota 900.000, un dato nettamente superiore a quello delle vendite che arrivano a 578.000 contratti. Milano conferma la sua dinamicità con il 4,1% delle dimore vendute e il 7,7% locate. Livelli di locazione non troppo distanti si registrano anche in città come Torino (7,6%) e Bologna (6,6%) che probabilmente beneficiano dell’alta velocità in grado di collegarle a Milano in circa un’ora.

Le 10 ragioni per investire nel residenziale

Il settore residenziale sarà centrale anche per gli anni a venire, e Jll individua nel suo report diversi fattori che saranno fondamentali nel suo andamento futuro. In particolare:

  1. I tassi di interesse sui mutui aumenteranno: nei prossimi anni i tassi di interesse dovranno risalire, rendendo le transazioni meno numerose e influendo sui prezzi immobiliari;
  2. Mercato dei millennial: nel prossimo decennio le persone nate a cavallo del millennio raggiungeranno la capacità di spesa necessaria ad acquistare una casa, entrando nel mercato. Ma con caratteristiche diverse da quelle dei loro genitori, orientati per lo più all’acquisto di grandi case. Per i millennial si parlerà maggiormente di piccoli tagli o addirittura di affitti;
  3. Offerta residenziale: la disponibilità di prodotto nuovo e di qualità non è equamente distribuita in ogni zona d’Italia e questo influenzerà prezzi e transazioni;
  4. Prezzi degli alloggi: Dopo molti anni di discesa, il trend dei prezzi è destinato ad invertirsi, ma non dovunque;
  5. Competitività: alcuni asset andranno acquistati in fretta prima che il loro prezzo aumenti ulteriormente, in particolare per quanto riguarda gli appartamenti di nuova costruzione e di miglior qualità. Il conseguente aumento dei prezzi potrebbe spingere il mercato verso gli affitti;
  6. Affitti: diverranno sempre più importanti ala luce di quanto sopra, e anche a causa del cambiamento delle abitudini nell’abitare, sempre più vissuto come servizio e meno come possesso;
  7. Investitori istituzionali: sono destinati a fare il loro ingresso in massa per sfruttare il trend degli affitti residenziali, che assicurano buoni rendimenti e differenziazione di portafoglio, sulla scorta delle rendenze demografiche e sociali in atto;
  8. Servizi immobiliari: diverranno sempre più centrali per completare l’offerta immobiliare rendendola più appetibile e competitiva;
  9. Tecnologia: l’innovazione tecnologica sarà sempre più al servizio del real estate per facilitare le interazioni tra venditori e acquirenti, ma anche per migliorare i servizi a disposizione dei clienti immobiliari;
  10. Settori emergenti: le nuove tendenze del living si adattano ai fenomeni demografici e si declinano in coliving, multi-family, micro-living, senior housing e student housing. Tutti settori a disposizione degli investitori che vorranno entrare nel mercato italiano.

Fonte: idealista.it

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *