Si chiama CIS la nuova tassa: pagano gli stabili di 50 anni

IDONEITA-STATICA

Milano e il primo comune a recepire la nuova norma sulla sicurezza degli immobili costruiti prima del 1968

Presto migliaia di condomini avranno bisogno di un nuovo certificato.

Il Comune di Milano è  il primo in Italia a introdurre l’obbligo di verifica della stabilità degli edifici con più di cinquant’anni d’età: entro il 2019 sarà necessario avere il Certificato di idoneità statica (CIS), altrimenti si sarà obbligati ad avviare le opere di adeguamento.

Presto anche altri comuni seguiranno l’esempio del capoluogo lombardo, rendendo obbligatorio il CIS.

Ogni condominio avrà il suo, quindi non dovranno occuparsene direttamente i singoli privati, ma l’amministratore. Per ora, quasi nessuno ne è provvisto, visto che risultano depositate meno di 200 pratiche all’Ordine degli ingegneri in quanto necessario il loro timbro.

Il CIS è necessario?

Il CIS è diventato necessario perché, anche sull’onda di alcune catastrofi infrastrutturali, gli specialisti hanno approfondito le loro conoscenze.

«Gli ingegneri hanno stabilito che anche il calcestruzzo ha una vita limitata, il tempo stimato è tra i 50 e i 70 anni – spiega Vincenzo Albanese, presidente di Fimaa Milano, Monza & Brianza, l’associazione degli agenti immobiliari e d’intermediazione – e la maggior parte del patrimonio edilizio italiano è stato costruito tra il 1950 e il 1980, quindi sono interessati quasi tutti gli immobili».

Secondo Albanese, potrebbe diventare molto impegnativo metterli tutti al passo con i tempi.

Per questo lancia una proposta: «Speriamo che si voglia concedere una defiscalizzazione totale sia per le spese di ottenimento del CIS che per quelle eventualmente necessarie per l’adeguamento, visto che stiamo parlando della sicurezza delle persone e non solo di una valorizzazione».

E il valore delle case?

Proprio a proposito del valore delle case, si profila una grande ombra sul futuro degli immobili: «L’obbligatorietà del CIS sarà un cambiamento più significativo delle divisioni in classi energetiche – conclude Albanese – perché quello è un miglioramento che ha stabilito nuovi standard nel costruire, ma tutt’oggi l’85% degli scambi riguarda l’usato che è soprattutto in classe G, qui invece un eventuale compratore potrebbe rifiutarsi di pagare per un bene senza CIS».

Così il mercato immobiliare potrebbe inciampare in un altro ostacolo, come se non bastassero quelli già presenti, se non si provvederà in fretta. I professionisti non dovrebbero mancare perché gli ingegneri sono alcune migliaia, i fondi per i condomini invece non è detto.

 

Fonte: ilGiornale.it

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